I tesori nascosti del Complesso dei Vincenziani

 Dal quadro dell’anima dannata al culto della terza ampolla del sangue di San Gennaro

 

Il Complesso Monumentale Vincenziano nasce nel 1669, nell’antico Borgo Vergini di Napoli sui resti del convento trecentesco dei Padri Crociferi, ordine ospedaliero di origine medievale, le cui vestigia sono ancora riconoscibili nell’antica cripta.

Il primo missionario vincenziano ad arrivare a Napoli fu Cosimo Galilei, nipote diretto di Galileo Galilei. Facoltose donazioni della nobiltà napoletana, lungo il 1700, permisero ai Missionari Vincenziani di usufruire delle maestranze migliori e di architetti di spicco come Michelangelo Giustiniani e Luigi Vanvitelli

La Cappella delle Reliquie, di architettura vanvitelliana, è stata aperta al pubblico, per la prima volta, il 25 settembre 2016. In quell’occasione è stata resa nota e visibile un’altra ampolla con il sangue di San Gennaro. Al suo interno è custodito anche  il misterioso Quadro dell’anima dannata.

Inoltre visiteremo la Cripta medievale, la Chiesa di San Vincenzo de’ Paolila Tomba della contessa di Staremberg e il Refettorio  con la grande tela settecentesca del Cenatiempo.

 

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